Offerte di lavoro nell’arte, quali sono gli sbocchi professionali? Manager Culturale

Con la cultura di mangia? Per molto tempo è stato un luogo comune a cui veniva fornita una risposta negativa, ma oggi, come ormai da diversi anni, la situazione dell’Italia intera è ben diversa, e anzi uno dei settori trainanti della ripresa si sta rivelando proprio la Cultura.

I dati parlano chiaro: al Sistema Cultura (composto da industrie culturali, industrie creative, patrimonio storico artistico, performing arts e arti visive,) si deve il 6% della ricchezza prodotta in Italia: 89,9 miliardi di euro. Dato in crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente.
In questi dati si possono cogliere i segnali di un fermento culturale ampio, che investe tutta la società e di conseguenza l’economia.

La nostra Cultura può allora configurarsi in questo scenario come la materia prima più quotata. Saperla gestire e valorizzare è quindi fondamentale per trasformarla in quel valore aggiunto economico per andare a generare marginalità significative.
È in questa unione di mondi apparentemente distanti, economia/finanza e cultura/creatività che si va a collocare la figura lavorativa del Manager Culturale.

Una nuova figura professionale che si rivela in grado di fronteggiare gli aspetti economici, finanziari, contabili, organizzativi, giuridici e di marketing, che riguardano la gestione degli eventi e delle strutture culturali, sia nel settore delle arti visive, che nel settore dello spettacolo.

Il lavoro del Manager Culturale si muove nel mondo delle industrie culturali pubbliche e private e deve saper tradurre in un progetto concreto le idee e le indicazioni fornite dal Soggetto Committente. Lavora per valutare l’impatto sul pubblico dell’attività ed elabora strategie per richiamarne l’attenzione, si occupa della ricerca e nel reperimento delle risorse per la realizzazione dei progetti.

Per essere in grado di fornire risposte adeguate a queste molteplici criticità il Manager Culturale necessita allora di una solida e ampia preparazione di base, dotata di logica trasversale e di capacità di integrazione tra le competenze umanistiche e quelle tecnico-gestionali.

Deve dimostrare capacità di analisi, di programmazione e pianificazione, di valutazione, di comunicazione, di coordinamento e gestione delle risorse sia umane che finanziarie. Deve conoscere, inoltre, i principi dell’economia e della cultura e i fattori determinanti delle politiche culturali. È altresì importante l’aggiornamento continuo sulle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

 

Per circoscrivere il campo e capire quali sono i possibili sbocchi professionali (lavori concreti) ne elenchiamo alcuni.

Consulenti operanti nei settori del patrimonio culturale, della comunicazione, dello spettacolo, dei media e della moda; quadri direttivi in aziende di comunicazione, di spettacolo ed entertainment, di radio, televisione e cinema, di editoria e nuovi media; consulenti ed esperti di valorizzazione e tutela del patrimonio artistico culturale; responsabili di programmi e di palinsesti in aziende di comunicazione; responsabili di comunicazione interna e esterna per istituzioni e aziende; organizzatori di spettacolo e festival; esperti di manifestazioni turistico-culturali; esperti di attività consortili nell’ambito delle arti, della cultura, dello sport e della comunicazione; progettisti, developer e responsabili di parchi tematici, di sistemi di pianificazione urbana e territoriale.

Questi sono solo alcuni dei settori e degli sbocchi che si presentano di fronte a un competente Manager Culturale. Sia nel pubblico che nel privato la sua “competenza” può essere sfruttata e declinata in diverse altre modalità che lui stesso può individuare con l’ente pubblico o con l’impresa privata individuando percorsi e progetti ad hoc pensati e progettati su misura per il miglioramento del loro profilo culturale e sociale.